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di: Staff Grand Hotel Don Juan / / Nessun commento su Storia di un sogno diventato realtà (parte I)
Grand Hotel Don Juan - Esterno

Oggi vogliamo raccontarvi la storia del nostro hotel: com’è stato costruito, cosa ha rappresentato per Giulianova, da quali passioni è nato, la sua importanza per la riviera Abruzzese

È una bella storia, affascinante sotto tutti i punti di vista e, sicuramente susciterà tanti ricordi nel cuore dei nostri cari giuliesi. Ma non solo in loro: siamo sicuri che la storia del Grand Hotel Don Juan scalderà il cuore di tutti coloro che la leggeranno.

È una storia che affonda le sue radici in un periodo pieno di trasgressioni e voglia di libertà, di grande fervore artistico e competizione. Siamo alla fine degli anni ’60 e in Abruzzo, in una ridente località di mare del teramano chiamata Giulianova, c’è un sogno sta per diventare realtà. Il sogno di Don Giovanni Nocera, nobiluomo di origini partenopee, e Donna Dina Migliori, nobildonna giuliese: regalare alla loro amata cittadina «un qualcosa di eccezionale che testimoni il profondo affetto che ci lega alla popolazione locale».

Riuscite a indovinate cos’è questo “qualcosa di eccezionale”?

Il Grand Hotel Don Juan!

Tirato su grazie al lavoro di tanti professionisti di fama mondiale: gli architetti Baliva e Torreggiani, che si sono occupati rispettivamente della progettazione e dell’interior designer, per esempio. E Fiodor Valentini per il management, che vantava collaborazioni con i più prestigiosi alberghi di Parigi, New York e Hong Kong e scelse di affidare la cucina allo chef del rinomato Piccadilly di Londra: lo chef aquilano Domenico Albertini, che accettò con entusiasmo.

Ciò che venne fuori dalla collaborazione di queste menti ispirate, fu un albergo in stile mediterraneo, circondato da un grandissimo parco, fronte mare e con annessa spiaggia riservata. 148 camere finemente arredate e pavimentate con manifatturiere di Vietri, tutte con bagno privato, telefono, allaccio tv e filodiffusione. E non dimentichiamoci delle due piscine, dei campi da tennis, del parcheggio, dell’American Bar con pianoforte, dei campi di bocce, della Hall con la telescrivente, della musica dal vivo, della discoteca… … insomma, il Grand Hotel Don Juan era davvero avveniristico per l’epoca, e non aveva rivali!

Un patrimonio per la città

Un altro fiore all’occhiello del Grand Hotel Don Juan di Giulianova era la sua funzionalità operativa, che dava lavoro a un gran numero di persone: oltre 120 dipendenti nel periodo di alta stagione e a pieno regime.

Per non parlare della clientela di classe internazionale di cui si riuscì ben presto a circondare e che conferì una nuova e formidabile spinta al turismo della costa.

Il nome

Purtroppo, però Don Giovanni Nocera venne a mancare proprio poco prima che la sua creatura fosse terminata e non riusci a vedere come il suo sogno fosse definitivamente diventato realtà. Fu compito di sua moglie Donna Dina e dei suoi parenti portare avanti l’idea di Don Giovanni.

Ho sognato una persona che mi ha detto: questo albergo si dovrà chiamare Don Juan, in omaggio al caro Giovanni, un nome difficile da dimenticare.

Racconterà così sua nipote, Maddalena Spinozzi, qualche tempo dopo…

… Ma di questo parleremo nel prossimo appuntamento.

Continuate a seguirci: la storia non finisce qui.

Siamo solo all’inizio. Un bellissimo inizio!



[Fonte: giulianovanews.it] 

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